Coliche Infantili: Cosa Sono e Come si Curano

Un problema comportamentale che colpisce i neonati e li costringe a un pianto irrefrenabile e che crea disturbi al sonno (e non solo).

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    Davide TieppoFisioterapista Osteopata

Giovedì, 16 Aprile 2020 - Davide Tieppo

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Davide Tieppo durante un trattamento di un bambino con coliche


1) Coliche del Neonato: Cosa Sono

Le coliche sono una sindrome comportamentale che riguarda dal 20 al 30% dei neonati, caratterizzata da pianti inconsolabili, soprattutto serali, di origine non ben definita.
Il bambino, spesso improvvisamente, inizia a piangere in maniera importante, inarca la schiena, stringe forti i pugni, irrigidisce le gambe, il viso diventa rosso e l’addome teso.
In una situazione del genere spesso i genitori si spaventano e si recano al pronto soccorso pediatrico più vicino dove, spesso nell’attesa della visita, il bambino si addormenta esausto senza aver ricevuto alcuna cura.

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Le coliche infantili possono portare il bambino a piangere in maniera inconsolabile

Dopo questo spavento, normalmente i genitori si recano nei giorni successivi dal proprio Pediatra di riferimento per una visita più approfondita e per escludere qualsiasi altro problema.
Una volta esclusa una patologia organica il Pediatra può fare diagnosi di colica se il comportamento del bambino rientra nella definizione coniata negli anni ‘50 dal dottor Wessel e rispondente alla regola del tre: 
● pianti per almeno tre ore al giorno
● per almeno tre volte alla settimana per almeno tre settimane di seguito.
Normalmente la comparsa di queste crisi di pianto avviene fra la seconda e la quarta settimana ma vi sono bebè che hanno pianti forti sin dai primi giorni o che manifestano questi disturbi dopo il secondo mese.
Come detto sopra riguarda almeno il 20% dei bambini, ma vi sono studi che affermano che circa l’80% dei bambini può avere pianti importanti senza rientrare del tutto nella regola proposta dal Dott. Wessel .
In assenza di problematiche particolari, in ogni caso, le coliche passano anche spontaneamente fra il terzo e quarto mese di vita del bambino.


2) Cause delle Coliche del Neonato

Ancora oggi non sono state definite chiaramente delle cause ma esistono solamente delle ipotesi:
● Ipotesi psico-socialeVisto che nella maggior parte dei casi le coliche riguardano il primogenito di una coppia si è ipotizzato un maggior stress e ansia da parte dei genitori che si trasmetterebbe al neonato. Alcuni studi hanno dimostrato una maggior incidenza nelle mamme con depressione post partum e nelle mamme che hanno trascorso la gravidanza a letto per lungo tempo. 
● Ipotesi addominale: Alla palpazione l’addome appare espanso e meteorico per l’abbondante presenza di gas e difficoltà del bambino a liberarsi dall’aria introdotta in grande quantità durante l’allattamento e durante i pianti. Quando il bambino riesce a liberarsi ha un momentaneo sollievo.
● Ipotesi alimentare: Difficoltà del bambino a digerire il latte materno o quello artificiale per sviluppo di anticorpi verso le proteine del latte, anche se non si può realmente parlare di intolleranza o allergia al latte.
● Fumo:Si è vista una maggior incidenza di coliche in quei bambini la cui mamma ha fumato durante la gravidanza
● Ipotesi ormonale:si è visto che i ritmi circadiani, giornalieri, di produzione di melatonina e cortisolo iniziano dopo il terzo mese, proprio quando diminuiscono i pianti dei bambini. Sembra quindi che il livello di melatonina sia in relazione con i pianti.


3) Cosa Fare Durante la Crisi?

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Durante una crisi, alcuni comportamenti possono aiutare ad alleviare il pianto 


La definizione di coliche afferma che le crisi sono caratterizzate da “pianti inconsolabili” e pertanto non vi è un sistema universale per farle passare.
Alcuni accorgimenti però sembrano aiutare durante la crisi: 
● Tenere il bebè al petto della mamma con contatto pelle-pelle. il bebè vive ancora una simbiosi con la mamma e il contatto è molto rassicurante e consolatorio
● Tenere in braccio il bebè a pancia sotto massaggiando la schiena. in questa posizione si allevia la pressione sulla pancia ed il massaggio sulla schiena può dare degli stimoli neurologici
● Applicare del calore sull’addome. Il caldo può’ avere un effetto rilassante sulla muscolatura addominale e su quella intestinale.
● Attaccare il bambino al biberon o al seno sapendo che quando si mangia le pareti dello stomaco e dell’intestino si rilassano sono sistemi che potrebbero aiutare momentaneamente.
● Avvolgere il bambino nella fascia o nel marsupio. E’ una posizione che mantiene il contatto mamma-bimbo e il movimento lo riporta ad una situazione molto simile alla gravidanza, consolandosi. Ti invito a leggere questa bella testimonianza della collega osteopata J. Claire K. Niala
● Suoni. Ci sono dei suoni che sembrano avere un effetto consolatorio sul bambino. Sono suoni come possono essere quelli del phon, del ventilatore o dell’aspirapolvere o della lavatrice, che coprono tutti gli altri stimoli sonori dell’ambiente rilassando il bambino. In particolare esistono alcune baby sleep sound app per smartphone con suoni simili al battito cardiaco della mamma e con altri suoni consolatori.


4. Come si Curano le Coliche Infantili?

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E' utile consultare il pediatra per escludere altri problemi.


Non esiste un protocollo di trattamento standard.
Spesso il Pediatra, una volta esclusa qualsiasi patologia medica e verificata la crescita costante del bambino, non somministra alcun medicamento consapevole che si tratta di un disturbo provvisorio e che non compromette lo sviluppo del bambino. Effettivamente il suo approccio è corretto a tal punto che ci sono studi che hanno dimostrato una maggior efficacia della camomilla rispetto ad alcuni farmaci (6).
In alcuni casi il Pediatra può prescrivere dei farmaci come:
● Simeticone: è il farmaco valutato nello studio sopra riportato confrontato con la camomilla. E’ un comune farmaco, basandosi sul principio che la causa del disturbo è una maggior accumulo di gas nell’intestino. L’azione del farmaco dovrebbe essere quella di rompere le bolle rendendole più piccole.
● Antispastici: raramente prescritti perchè non ci sono molti studi sui bambini e potrebbero avere effetti collaterali quali stipsi e sonnolenza. In alcuni rari casi il Pediatra potrebbe comunque prescriverlo.
● Probiotici: Ultimamente si discute sempre più spesso sull’utilizzo dei probiotici e alcuni studi hanno dimostrato che possono aiutare soprattutto dando come effetto una diminuita durata del pianto.
ln particolare l’utilizzo del lactobacillus reuterii sembra efficace per alleviare le coliche. Il probiotico sembra utile a ripristinare la flora intestinale che nei bambini appare alterata aiutando inoltre lo svuotamento gastrico e migliorando la motilità intestinale.
Le ultime evidenze scientifiche sembrano infatti affermare che il microbiota intestinale, ossia la flora intestinale, o meglio ancora la popolazione di batteri che vivono all'interno del nostro corpo senza danneggiarlo nei bambini con coliche differisce da quello di bambini senza coliche.
Partendo da questa considerazione, si è dimostrato che l’assunzione di probiotici si è dimostrata efficace nella riduzione del pianto sia dei bambini allattati al seno che di quelli nutriti con latte artificiale.
Il loro utilizzo a scopo preventivo, invece, non si è dimostrato così certo, anche se sembra aiutare nel diminuire i pianti rispetto ai bambini che non li assumono e i bambini che li assumono hanno avuto meno bisogno di visite pediatriche nel periodo neonatale.


5. Quali Sono i Cibi da Evitare? 

Partendo dal presupposto che quello che mangia la mamma passa anche al bambino è facilmente intuitivo che è consigliato avere una dieta alimentare facilmente digeribile. 
Altri consigli sono quelli di eliminare: 
● Latticini, in particolare il latte vaccino
● Farine Raffinate
● Zuccheri
● Legumi Come Ceci Lenticchie E Fagioli 
● Cavoli, Broccoli, Asparagi, Carciofi, Aglio E Cipolla Crudi
● Crostacei
● Uova
● Spezie (Noce Moscata, Pepe, Paprika, Curry, Peperoncino)
● Soia
● Fragole
● Cioccolato
● Arachidi E Frutta Secca

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L'intolleranza al lattosio può essere una delle cause delle coliche neonatali




Molto importante è anche idratarsi bene con almeno due litri di acqua al giorno garantendo il miglior latte possibile aiutandosi anche con tisane che hanno un’azione antispasmo sulla muscolatura addominale del neonato.
E’ inoltre sconsigliatissimo assumere superalcolici e fumare durante l’allattamento, mentre vino e caffè si possono assumere ma con moderazione.
Per i bambini nutriti con latte artificiale ci sono prodotti con indice di digeribilità maggiore.
In particolare si ricercano prodotti artificiali con:
● ridotto contenuto di lattosio
● contenenti fermenti lattici in grado di favorire un corretto funzionamento dell’apparato intestinale
● proteine favorenti la digestione
Esistono inoltre prodotti senza contenuto di lattosio in caso di intolleranza. In ogni caso, prima di cambiare prodotto è consigliato sempre parlare con il proprio Pediatra.


6. Cosa Mangiare in Allattamento? 

In assenza di intolleranze accertate è bene considerare che durante l’allattamento la dieta alimentare dovrebbe essere il più completa possibile.
Va considerato anche che allattare comporta un dispendio energetico alla neomamma equivalente a circa un’ora di corsa al giorno
E’ quindi opportuno aumentare la propria dose calorica quotidiana, ma non in maniera esagerata, non è vero che bisogna mangiare per due perchè si allatta.
Considerando che il latte materno è composto per l’85% di acqua, è fondamentale una corretta idratazione introducendo almeno due litri di acqua al giorno. 
E’ inutile, oltre che dannoso come abbiamo visto, bere tanto latte perchè si deve allattare, il latte bevuto non aiuta a produrre nuovo latte, ma è invece fondamentale bere molta acqua.
Anche l’uso di tisane è consigliato perchè hanno un effetto rilassante sul bambino.
In generale, l’allattamento , comporta la necessità di un maggior apporto calorico e di nutrienti vari per la composizione del latte. E’ pertanto fondamentale che la nutrizione sia varia, equilibrata e bilanciata.
Variare i cibi permette al bimbo di provare anche gusti diversi abituandolo ad un'alimentazione varia, ed è pertanto fondamentale già in gravidanza ma ancor più in allattamento avere una dieta ricca di vegetali, cereali integrali e con pochi zuccheri.
In particolare gli alimenti che non devono sicuramente mancare sono:
● proteine (carne in bassa quantità, pesce azzurro anche se in piccola quantità)
● frutta 
● verdura 
● sali minerali 
● calcio 
● ferro
Ognuno di questi, nella giusta quantità, costituisce la base fondamentale per il giusto sviluppo del neonato e per garantirgli un sistema immunitario efficiente.


7. Quali Altre Terapie si Possono Utilizzare?

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L'approccio dolce dell'osteopatia è una soluzione efficace


L’utilizzo di terapie alternative si è dimostrato utile nel trattamento delle coliche neonatali, secondo alcuni studi sono risultati molto utili in ordine di efficacia i consigli comportamentali, le terapie naturali (omeopatia) e per ultima la terapia farmacologica (9).
Tra le terapie alternative, l’osteopatia con il suo approccio manuale dolce si è dimostrata utile nel trattamento dei bambini in generale, diminuendo la degenza ospedaliera nei casi di ricovero ospedaliero diminuendo la degenza ospedaliera nei casi di ricovero ospedaliero (10) e dando sollievo ai bambini appena nati.
Il miglioramento spontaneo dei sintomi avviene fra il terzo e quarto mese poiché si ha una maturazione e crescita del sistema digestivo del bambino.
Il fine del trattamento osteopatico è proprio quello di mettere il bambino nelle condizioni migliori di crescere e di raggiungere prima la maturazione del sistema digestivo.
Le tecniche manuali applicate sono dolci e mirate a migliorare la vascolarizzazione e l’innervazione degli organi interessati, a ridurre le tensioni addominali ed a facilitare il passaggio dell’aria nell’intestino facilitando l’apprendimento del bambino.
Il trattamento osteopatico aiuta a diminuire i sintomi e la richiesta di attenzioni da parte dei genitori, concedendo loro qualche pausa di cui hanno sicuramente bisogno.
Il trattamento Osteopatico è utile anche per il trattamento delle coliche neonatali con miglioramento della durata del pianto e aumentando le ore di sonno (13), così come sembra essere utile la terapia cranio-sacrale che è parte integrante del trattamento osteopatico.
La chiropratica è un approccio manipolativo molto utilizzato in America, con alcune indicazioni anche in ambito pediatrico. Sebbene alcuni studi affermano che non sia così decisivo nel trattamento delle coliche, ve ne sono altri che dimostrano la sua utilità in poche sedute. Inoltre, il trattamento chiropratico si è dimostrato molto efficace con buoni risultati anche a lungo termine.
Anche l’agopuntura è un approccio utilizzato nel trattamento delle coliche pediatriche. sebbene sia un approccio molto difficile da valutare e poco consigliato per via dell’utilizzo di aghi con bebè, ha dimostrato comunque alcuni buoni risultati.
Un’altra terapia utilizzata per calmare i bambini con forti pianti è la cromoterapia, per la quale però non sono stati ancora effettuati studi approfonditi, ma che non esclude comunque una sua possibile utilità.


8. Esperienza Personale del Trattamento delle Coliche con l’Osteopatia

Nella mia personale esperienza di Osteopata Pediatrico presso lo studio di Taverne e presso il Centro Pediatrico del Mendrisiotto ho avuto la possibilità di seguire moltissimi bebè con pianti inconsolabili che rientravano nella classificazione del Dottor Wessel e tanti altri con situazioni simili.
Considerando le ipotesi sulle cause descritte prima la mia personale convinzione è che non esista una regola precisa per ogni bambino.
Ho visto mamme che toglievano latticini dalla loro dieta e immediatamente le coliche dei loro bebè passavano e molte altre situazioni in cui invece non cambiava nulla, così come per il latte artificiale.
Ho visto mamme in difficoltà emotiva per il loro primogenito con coliche ma ho visto coliche anche in mamme tranquillissime al loro terzo o quarto figlio.
In ogni caso, qualunque possa essere il fattore predominante nel creare il disturbo al bambino ho visto che nei casi in cui i pianti inconsolabili compaiono fra la seconda e quarta settimana di vita i trattamenti osteopatici sono molto efficaci.In particolare ho notato:
● diminuzione della frequenza delle crisi di pianto fino alla scomparsa completa
● diminuzione della durata delle crisi
● maggior facilità e autonomia del bambino a liberarsi dall’aria prodotta.
Sono pertanto convinto che il trattamento osteopatico sia d’aiuto ai bambini per anticipare i normali tempi di maturazione.
Nella mia esperienza ho visto anche bambini con crisi di coliche iniziate dopo il secondo mese.
Anche in questi casi il miglioramento é evidente in poche sedute, ma qui ho qualche dubbio se effettivamente sia stato il trattamento a dare il miglioramento oppure ci stavamo già avvicinando alla maturazione del sistema.
Consiglio quindi alle neo mamme di bambini con forti pianti di provare comunque un approccio terapeutico manuale, sia esso osteopatico, chiropratico, di agopuntura o di cromoterapia al fine di poter trovare il prima possibile la serenità per vivere un momento meraviglioso qual è quello di avere un bambino neonato.

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    Davide TieppoFisioterapista Osteopata
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Dopo aver terminato la formazione in Fisioterapia e quella successiva in Osteopatia ho frequentato una formazione specialistica in Osteopatia Pediatrica. Ad oggi ho oltre 15 anni di esperienza professionale ma sempre lo stesso obiettivo: fornire ai miei pazienti l’attenzione e la cura che meritano per aiutarli a ritrovare una condizione di salute.
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