Vertigini e Giramenti di Testa: Guida ai Rimedi, Sintomi e Cause

Tutto quello che c'è da sapere per chi soffre di questi fastidi frequentemente.

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    Davide Tieppo - Fisioterapista Osteopata Giugno 2026

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1. Introduzione

Nel mio studio di Osteopatia e Fisioterapia a Taverne (CH) vedo ogni settimana persone che arrivano preoccupate, confuse, spesso spaventate da sensazioni improvvise di capogiro, instabilità o perdita di equilibrio.
Molti non sanno spiegare esattamente cosa provano. Dicono: “mi gira tutto”, “mi sembra di camminare sul morbido”, “mi sento strano ma non saprei dire come”.
A volte si tratta di episodi brevi e isolati, altre volte di sintomi che si ripresentano nel tempo, creando ansia, limitazioni nelle attività quotidiane e difficoltà a capire cosa stia succedendo davvero. È una situazione più comune di quanto si pensi, e comprensibilmente genera preoccupazione e incertezza.  
Le vertigini, però, non sono una malattia in sé, ma un sintomo che può avere origini molto diverse: dall’orecchio interno, al sistema nervoso e a quello cardiovascolare, fino a tensioni muscolari o cervicali. 
Purtroppo, quando ci si trova in questa situazione si ricevono tanti consigli, più o meno accurati: 
Passa bevendo più acqua”: l’aumento dell’idratazione può aiutare solo in casi di ipotensione, ma non è una soluzione per la maggior parte delle vertigini¹. È solo la pressione bassa…”: La circolazione sanguigna, soprattutto negli anziani, rappresenta solo una parte dei casi di vertigini. La maggior parte dei casi è dovuta a disturbi alla struttura dell’orecchio.
Basta riposare e passa”: A volte sì, ma alcuni tipi di vertigini richiedono dei trattamenti specifici per poter realmente essere risolti (manovre, riabilitazione, terapia farmacologica). 
In base alla mia esperienza, la soluzione migliore per poter far fronte a questi fastidi in maniera risolutiva è utilizzare la fisioterapia. Questa pratica, della quale sono specialista, mi ha dimostrato negli anni che si possono ottenere ottimi risultati, anche in tempi relativamente brevi. 
La cosa ancor più interessante è che, in molti casi, un percorso mirato di esercizi e rieducazione funziona meglio dei soli farmaci², perché agisce direttamente sul sistema dell’equilibrio e aiuta il corpo a ritrovare la propria capacità di orientarsi nello spazio. 
Ci sono diversi studi che dimostrano che questo approccio è migliore di chi utilizza i soli farmaci³, nel migliorare la propria stabilità e nel poter tornare alle normali attività quotidiane, sia nelle forme acute che in quelle croniche. (In alcuni casi, la combinazione di fisioterapia riabilitativa e farmaci può essere utile nelle fasi iniziali, ma la riabilitazione resta il trattamento di scelta a lungo termine.)
Da questa esperienza nasce quindi il desiderio di creare questa guida: per fare chiarezza, per spiegare in modo semplice cosa succede quando “gira la testa”, e per mostrare quali esercizi utilizzare e come la fisioterapia possa in molti casi fare la differenza.

Nota: Questa guida ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione medica. In caso di vertigini improvvise, perdita di forza, difficoltà a parlare, dolore al petto, svenimento, forte mal di testa improvviso, problemi alla vista o difficoltà a camminare, è importante rivolgersi subito a un medico o al pronto soccorso.

Fonti------------1) Vertigo in the Elderly: A Systematic Literature ReviewVirginia Fancello, J Clin Med, 2023.
2) Chronic Vertigo: Treat with Exercise, not DrugsVincent A van Vugt, Bmj, 2017.
3) Effect of Early Vestibular Rehabilitation on Vertigo Sadegh Jafarzadeh,Iran Journal Otorhinolaryngol, 2018.




2. Giramenti di Testa e Vertigini: Cause, Tipi 

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2.1) Cosa Sono le Vertigini
Le vertigini sono la sensazione che tutto intorno a noi si muova o giri, anche se siamo fermi (vertigine oggettiva), oppure che ci muoviamo noi rispetto all’ambiente, anche se in realtà siamo fermi (vertigine soggettiva).
Alcune persone descrivono la sensazione come “se la stanza si muovesse”, altre come un “ondeggiare continuo” o un “camminare sul cotone”.
Le vertigini sono un sintomo frequente che può avere molte cause diverse: non è una malattia in sé, ma il segnale che qualcosa nel nostro sistema dell’equilibrio non sta funzionando come dovrebbe.
Immagina il nostro equilibrio come un tavolo con tre gambe: l’orecchio interno, gli occhi e i sensori muscolari e articolari del corpo (in particolare del collo e dei piedi).Se una delle tre gambe è instabile, il tavolo traballa: allo stesso modo il cervello riceve informazioni “sfasate” e nasce la sensazione di vertigine o instabilità.


2.2) Cause e Tipologie di Vertigini
Nel nostro studio di Taverne incontriamo spesso persone che arrivano un po’ spaventate, perché “tutto gira” o si sentono instabili e non sanno bene da cosa dipenda. “Sento la testa leggera, ma non so se dipende dalla cervicale, dallo stress o c’è qualcosa che non va nel mio orecchio”.
Ognuno racconta la propria esperienza in modo diverso, ma dietro a quei sintomi si nascondono alcune cause ricorrenti.
In effetti, queste tre origini — orecchio interno, cervicale e stress — sono le più frequenti, e spesso si sovrappongono. 
Vediamole una per una, con esempi concreti che incontriamo spesso in studio.Capire da dove nasce la vertigine è il primo passo per curarla nel modo giusto.

1. Otoliti (piccoli cristalli dell’orecchio interno)La signora Tania, 55 anni, ci ha raccontato che da qualche giorno, ogni volta che si gira nel letto o si china per allacciarsi le scarpe, la stanza inizia a girare per qualche secondo, costringendola a fermarsi e restare immobile.
La causa di questa situazione sono dei piccoli cristalli (gli otoliti) che si erano spostati in modo anomalo nei canali dell’orecchio interno (vertigine posizionale BPPV). Questi minuscoli “sassolini”, che normalmente aiutano a percepire la gravità e il movimento, quando si muovono dove non dovrebbero, inviano segnali confusi al cervello. 
Con alcune manovre specifiche di riabilitazione vestibolare, è stato possibile rimetterli al loro posto e far sparire completamente i sintomi in poche sedute.
Etiologic Distribution of Dizziness/Vertigo Yue Xing, Journal of Neurology, 2024

2. Mal di Testa (Emicrania vestibolare) Una giovane donna sotto i 35 anni, sportiva, lamentava episodi di vertigini improvvise, talvolta accompagnate da mal di testa, ma altre volte anche senza dolore. Ogni volta le vertigini duravano alcune ore e la lasciavano molto affaticata.
Abbiamo riconosciuto un quadro di emicrania vestibolare, una condizione in cui il sistema dell’equilibrio è coinvolto nello stesso meccanismo che causa l’emicrania classica. Spesso è collegata a stress, cambiamenti ormonali o stanchezza. Con un percorso mirato di esercizi, abbinato alla gestione dei fattori scatenanti, la situazione si è stabilizzata e gli episodi si sono ridotti notevolmente.
Vestibular Migraine: The Most Frequent Entity of Episodic Vertigo Marianne Dieterich, Journal of Neurology, 2016

3. Malattia di MenièreUn signore sui 50 già in pensione, ci ha raccontato di improvvisi giramenti di testa accompagnati da fischi all’orecchio e sensazione di ovattamento, che lo costringevano a interrompere qualsiasi attività.
In questo caso abbiamo individuato la causa nella malattia di Menière, un disturbo dell’orecchio interno in cui si accumula troppo liquido, alterando i segnali dell’equilibrio e dell’udito. È una condizione che richiede una gestione interdisciplinare, ma con la riabilitazione vestibolare e alcune modifiche dello stile di vita, è possibile ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi.
What is Menière's Disease? A Contemporary Re-evaluation of Endolymphatic Hydrops R Gürkov, Journal of Neurology, 2016

4. Infiammazione del NervoRicordiamo bene una paziente arrivata in studio dopo un episodio acuto di vertigine durata diversi giorni, che le aveva impedito di stare in piedi senza sostegno.
Si trattava di una neurite vestibolare, un’infiammazione del nervo che collega l’orecchio al cervello. Dopo la fase acuta, aveva ancora la sensazione di “camminare sul pavimento che si muove”. Con esercizi specifici di riabilitazione vestibolare ha progressivamente recuperato l’equilibrio e la sicurezza nei movimenti.
Disorders of the Inner-Ear Balance Organs and Their PathwaysAllison Young, Handbook of Clinical Neurology, 2018

5. Pressione SanguignaUn signore anziano, invece, lamentava vertigini soprattutto al mattino, quando si alzava dal letto. In quel caso non si trattava di un problema dell’orecchio, ma della pressione del sangue che calava troppo rapidamente nel passaggio da sdraiato a in piedi (ipotensione ortostatica).
In questi casi è importante una valutazione medica, ma la fisioterapia può aiutare molto a migliorare il controllo posturale e la stabilità, riducendo il rischio di cadute.
Vertigo in the Elderly: A Systematic Literature ReviewVirginia Fancello, Journal of Clinical Medicine, 2023

6. Vertigini Psicogene o da StressNon sono rari i casi in cui la vertigine non ha una causa organica evidente.
Una giovane insegnante, ad esempio, riferiva una costante sensazione di “testa leggera”, instabilità e fatica nel mantenere la concentrazione. Tutti gli esami medici erano risultati nella norma. In realtà, si trattava di una vertigine da stress (o PPPD – Persistent Postural-Perceptual Dizziness), dove il sistema dell’equilibrio, sotto pressione emotiva, resta in uno stato di allerta costante. 
Attraverso un percorso graduale di rieducazione del movimento e strategie di rilassamento, la paziente ha ritrovato stabilità e fiducia nel proprio corpo.
Etiologic Distribution of Dizziness/Vertigo Yue Xing, Journal of Neurology, 2024

7. Vertigini da Orecchio Interno “È come se la stanza girasse”. Le vertigini che nascono dall’orecchio interno sono quelle più “classiche”: la persona percepisce che tutto ruota intorno, anche se in realtà è ferma.
Un paio di anni fa abbiamo avuto una paziente che raccontava: “Quando mi giro nel letto o mi piego per prendere qualcosa, sembra che il pavimento si muova”.
Questo tipo di vertigine è dovuto a un’alterazione del sistema vestibolare, il piccolo “giroscopio” che abbiamo nell’orecchio e che informa il cervello su ogni movimento della testa. Quando questi segnali diventano confusi, il cervello riceve messaggi contraddittori e la persona percepisce il mondo come se ruotasse. 
Con alcune manovre o esercizi mirati, si può ristabilire la corretta comunicazione e risolvere il problema in breve tempo.
Machine Learning Techniques for Differential Diagnosis of Vertigo and Dizziness: A Review Varad Kabade, Sensor, 2021

8. Vertigini Cervicali “Mi gira la testa quando muovo il collo”. Un’altra paziente ci ha detto: “Quando sto troppo al computer o guido a lungo, mi sento come se fossi su una barca”.
In questo caso la vertigine non dipende dall’orecchio, ma da tensioni o blocchi della muscolatura cervicale. I recettori del collo inviano costantemente al cervello informazioni sulla posizione della testa. Se questi recettori sono alterati da rigidità, traumi o cattive posture, il cervello riceve segnali incoerenti con quelli provenienti dagli occhi e dall’orecchio interno.
Il risultato? Una sensazione di instabilità, “testa vuota” o giramenti leggeri. Il trattamento in questi casi combina terapia manuale, esercizi di mobilità cervicale e rieducazione posturale, per ristabilire un corretto dialogo tra collo, occhi e orecchio.
Dizziness and Neck Pain Willem De Hertogh, Frontier in Neurology, 2025

9. Vertigini da Stress o da Affaticamento“Non gira niente, ma mi sento instabile”. Capita spesso di incontrare persone che descrivono una sensazione costante di disequilibrio, come se “camminassero su un pavimento morbido”, senza veri episodi di vertigine rotatoria.
Tra i nostri pazienti, c’è stata qualche anno fa, una giovane insegnante che ci raccontava di sentirsi “fuori fase” da settimane, soprattutto nei periodi di forte stress o mancanza di sonno.
In questi casi non c’è un danno all’orecchio o al collo, ma un ipercontrollo inconscio dell’equilibrio: il cervello resta in uno stato di allerta costante, monitorando ogni minimo movimento per paura di perdere la stabilità. Fattori come stress, affaticamento, ansia e depressione sono fortemente collegati a disturbi quali le vertigini. Anche i disturbi del sonno, in misura minore, possono esserlo.
Questa condizione, chiamata a volte vertigine percettiva persistente (PPPD), può essere trattata efficacemente con la riabilitazione vestibolare, esercizi graduali di desensibilizzazione e, se necessario, tecniche di rilassamento o supporto psicologico.
Fatigue Related Dizziness Byung In Han, Frontiers in Medical Case Reports, 2020

10. Vertigini “Miste” e Instabilità QuotidianaNon sempre la vertigine ha un’unica causa. Un paziente di mezza età, ad esempio, arrivò da noi dopo settimane di instabilità: un po’ di stress, postura rigida al lavoro e un episodio di influenza avevano innescato un circolo vizioso tra tensione cervicale, ipersensibilità vestibolare e stanchezza mentale.
In casi come questo, la riabilitazione deve essere personalizzata, lavorando sia sull’equilibrio e la mobilità del collo, sia sulla gestione dello stress e sulla fiducia nel movimento.
Dizziness in an Older Community Dwelling Population: a Multifactorial SyndromeK G Gassmann, J Nutr Health Aging, 2009


In sintesi: In tutti questi casi, ciò che fa davvero la differenza è capire da dove nasce la vertigine. Solo così è possibile scegliere il percorso terapeutico più adatto, mirato e personalizzato, e aiutare la persona a ritrovare equilibrio e serenità nei movimenti di ogni giorno.
Capire se la vertigine nasce dall’orecchio, dal collo o dallo stress, o da una combinazione di questi fattori, è fondamentale per impostare il trattamento corretto.
Nel nostro studio dedichiamo sempre tempo all’ascolto e alla valutazione personalizzata, perché ogni vertigine ha una storia diversa, e una soluzione su misura.




3. Cosa Evitare: Errori Comuni dei Pazienti

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Cosa Fare e **Non Fare** nelle Prime Fasi di Instabilità
Quando iniziano le vertigini o una sensazione di instabilità persistente, la reazione più comune è proteggersi: ci si muove poco, si controlla ogni passo, si cerca sicurezza in ogni gesto. È assolutamente umano farlo. Nella mia esperienza clinica, però, sono proprio queste strategie istintive a rallentare il recupero.
In questo capitolo presento i cinque errori più frequenti che vedo nelle prime settimane nei miei pazienti. Conoscerli ti aiuterà a evitarli e a recuperare più velocemente.

1) Stare Fermi Molte persone, non appena sentono instabilità, riducono drasticamente ogni attività. Alcuni pazienti mi raccontano di essere arrivati addirittura a “calcolare” ogni passo per evitare che la testa giri o che il mondo si muova troppo.
Ricordo bene una signora, Anna, 62 anni, che dopo un episodio acuto aveva smesso quasi completamente di camminare in casa: si spostava da una stanza all’altra solo appoggiandosi ai mobili e preferiva restare seduta per ore pur di non sentire quella sensazione di ondeggiamento.
Dopo una settimana il suo equilibrio era peggiorato drasticamente… non perché la vertigine fosse aumentata, ma perché il suo cervello non riceveva più gli stimoli necessari per ristabilire l’equilibrio.
Perché succede?● Il sistema vestibolare ha bisogno di movimento per riequilibrarsi.● Collo e spalle diventano rigidi, e questo amplifica la sensazione di galleggiamento.● Il cervello diventa “ipersensibile”, reagendo in modo esagerato a stimoli minimi.
Cosa fare invece● Muoversi poco ma spesso, senza irrigidirsi.● Aggiungere piccoli compiti quotidiani, come passeggiare più volte al giorno.● Accettare che un leggero aumento dei sintomi è normale e non pericoloso.
Fonte scientifica:Vestibular Rehabilitation for Peripheral Vestibular Hypofunction Courtney D., Washington University School of Medicine, 2022


2. Tenere la Testa "Bloccata"Un comportamento diffusissimo è quello di limitare i movimenti della testa. Si muovono solo gli occhi, evitando ogni rotazione del collo, come se si indossasse un collare invisibile.
Mi viene in mente Enrico, 47 anni, che durante la prima valutazione teneva la testa così rigida che per guardare un oggetto di lato ruotava l’intero busto. Credeva così di proteggersi dalle vertigini, ma in realtà stava peggiorando l’instabilità: ogni volta che provava a fare un movimento un po’ più rapido, il mondo sembrava sbandare.
Perché peggiora?● Si diventa troppo dipendenti dalla vista, che non può compensare da sola.● La coordinazione occhio-testa si perde.● Anche piccoli movimenti diventano troppo intensi e destabilizzanti.
Cosa fare invece● Reintrodurre gradualmente le rotazioni della testa.● Accompagnare il movimento con lo sguardo, senza irrigidirsi.● Accettare che qualche secondo di fastidio fa parte del processo di guarigione.


3) Ascoltare Troppo il SintomoChi soffre di vertigini tende a monitorare costantemente il proprio stato:“Sto girando? Sto ricominciando? È più o meno di prima? Sarà grave?”Questo controllo continuo finisce per amplificare tutto.
Mi ricordo di Paola, 35 anni, che teneva un vero e proprio “diario minuto per minuto” dei suoi sintomi. Più monitorava, più peggiorava: la sua attenzione era sempre rivolta verso l’interno, e ogni minima oscillazione diventava un allarme.
Perché peggiora tutto?● L’ansia aumenta e con lei la tensione muscolare.● Il cervello amplifica ogni segnale.● Le attività quotidiane diventano più difficili perché l’attenzione è consumata dal controllo.
Cosa fare invece● Spostare il focus sull’attività che si sta svolgendo, non sul sintomo.● Fare brevi pause programmate per “resettare” mente e corpo.● Usare una respirazione lenta e profonda quando l’instabilità aumenta.


4) Aggrapparsi a TuttoMobili, muri, corrimano, braccia di chi ci sta vicino… molti pazienti iniziano ad appoggiarsi ovunque. Nelle prime ore può avere senso, ma se diventa un’abitudine è pericoloso.
Penso a Giorgio, 70 anni, che per settimane camminava in casa come su un percorso di “appoggi obbligatori”: da una porta a un tavolo, da un tavolo a una sedia. Quando gli ho chiesto di fare qualche passo al centro della stanza senza sostegni, si è bloccato. Non era lui a essere instabile: era diventata la sua fiducia nel proprio corpo a essere fragile.
Cosa non funziona?● Il corpo smette di usare i meccanismi naturali di equilibrio.● Il passo diventa rigido, corto, innaturale.● Si crea una dipendenza mentale dagli appoggi.
Cosa fare invece● Usare i sostegni solo quando serve davvero.● Camminare in sicurezza in ambienti conosciuti senza appoggi.● Mantenere la casa in ordine per evitare ostacoli reali.

5. Assumere Troppi FarmaciUn errore meno evidente ma molto comune è affidarsi ai farmaci più del necessario. Molte persone, spaventate dai sintomi, continuano ad assumere antivertiginosi o sedativi dell’equilibrio anche dopo che la fase acuta è passata.
Ricordo un paziente, Lorenzo, che prendeva tre diversi farmaci al giorno “per sicurezza”, nonostante la crisi acuta fosse finita da tempo. Era convinto che sospenderli avrebbe riattivato le vertigini. In realtà quei medicinali stavano rallentando il suo recupero, perché riducevano la capacità del cervello di riadattarsi naturalmente.
Perché è controproducente?● Alcuni farmaci sedano il sistema vestibolare, impedendo al cervello di compensare.● Prolungarne l’uso può aumentare la sensazione di “testa ovattata” o disequilibrio.● Dà una falsa sensazione di protezione che mantiene la dipendenza psicologica.
Cosa fare invece● Usare i farmaci solo nella fase acuta e solo se prescritti.● Ridurre i farmaci gradualmente secondo indicazione medica quando i sintomi iniziano a stabilizzarsi.● Favorire un recupero attivo basato sul movimento, non sulla soppressione dei sintomi.
Fonte scientifica:Do Benzodiazepines Have a Future in Treating Acute VertigoShahnoor, Syeda, Annals of Medicine and Surgery, 2022

Nota Bene: Le prime settimane sono delicate ma fondamentali. Le vertigini non si calmano restando fermi: si riducono quando il cervello capisce che può fidarsi di nuovo del movimento. Riconoscere e correggere questi comportamenti fa una differenza enorme nel percorso di riabilitazione.

4. Analisi e Terapie Fisioterapiche

Come la riabilitazione vestibolare può intervenire ed esserti di aiuto

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La fisioterapia applicata alle vertigini ed ai giramenti di testa (la riabilitazione vestibolare) non è una ginnastica generica. È un allenamento speciale per il tuo equilibrio. Serve a "riprogrammare"¹ il modo in cui il tuo cervello legge i segnali che arrivano dagli occhi, dalle orecchie e dai muscoli.
Quando il sistema dell'equilibrio fa i capricci, il cervello riceve informazioni confuse. Per risolvere questa situazione la riabilitazione vestibolare utilizza movimenti ed esercizi guidati, scelti apposta per aiutare il tuo corpo e il tuo cervello a ritrovare pian piano il suo equilibrio naturale, eliminando quella brutta sensazione di sbandamento o di "camminare sulle nuvole".
È quindi molto importante per un fisioterapista poter controllare e testare il tuo equilibrio in varie maniere, per capire esattamente cosa è che è andato fuori posto e quali possono essere gli esercizi ideali per poter ristabilire appieno la tua capacità di equilibrio naturale.
Per fare ciò, non servono né macchinari complicati né manovre dolorose. 

Cosa Controlliamo Durante la Prima VisitaLa prima seduta in caso di giramenti di testa e/o vertigini è una chiacchierata approfondita seguita da alcuni semplicissimi test che ci servono per capire "che cos’è che non funziona".
Nella chiacchierata cerchiamo di capire se i tuoi giramenti durano secondi o ore, o se arrivano solo quando ti sdrai. Questo ci aiuta a capire se il problema sono i "sassolini" nell'orecchio (otoliti), un periodo di forte stress oppure un problema alla tua cervicale. In particolare andremo a valutare specificamente : 

1) Gli OcchiOsserviamo come gli occhi lavorano insieme al tuo orecchio interno.
• Perché lo facciamo: Gli occhi sono collegati direttamente ai tuoi sensori dell'equilibrio nelle orecchie tramite un riflesso. Se questo riflesso non è perfettamente funzionante, ogni volta che muovi la testa senti che l’equilibrio viene a mancare.
• Cosa cerchiamo: Vedere come si muovono² i tuoi occhi. Vedremo se riesci a tenere lo sguardo fisso su un punto mentre muovi la testa, o se i tuoi occhi fanno dei piccoli "saltini" involontari. È come controllare se lo stabilizzatore della fotocamera nel tuo smartphone funziona bene o se i video vengono tutti traballanti. 

2) L'EquilibrioQui analizziamo la tua stabilità posturale in diverse situazioni.
• Perché lo facciamo: Il nostro equilibrio poggia su tre "gambe": la vista, l'orecchio interno e la sensibilità dei muscoli (soprattutto dei piedi e del collo). Se chiudi gli occhi o sali su una superficie morbida (come un tappetino di gommapiuma), obblighi il cervello a fare a meno della vista e a fidarsi solo delle orecchie e dei muscoli.
• Cosa cerchiamo: Capire quale di queste "tre gambe" (la vista, l'orecchio interno e la sensibilità dei muscoli) è più debole. Per esempio, se traballi solo a occhi chiusi, sappiamo che il tuo cervello sta chiedendo troppo aiuto alla vista e non si fida abbastanza del resto.

3) La SicurezzaQuesto test serve a valutare quanto ti senti sicuro mentre fai le cose di tutti i giorni. Ti faremo camminare, magari girando la testa o superando piccoli ostacoli. 
• Perché lo facciamo: Vogliamo evitare il rischio di cadute e restituirti la fiducia necessaria per uscire di casa senza pensieri.
• Cosa cerchiamo: Capire se il tuo passo è rigido (magari perché hai paura di cadere) o se cerchi continuamente appoggi come muri o mobili. 

4) Il Collo Qui andiamo a verificare com’è la situazione in questo centro di controllo pieno di sensori che dicono al cervello in che posizione ti trovi.
• Perché lo facciamo: Se il collo è troppo rigido o "bloccato", inizia a inviare informazioni confuse: è come se il tuo GPS interno desse coordinate sbagliate, creando un contrasto con quello che vedono gli occhi.
• Cosa cerchiamo: Durante la visita, verificheremo se ci sono tensioni muscolari o blocchi che rendono i movimenti poco fluidi. Cercheremo di capire se la tua sensazione di "camminare sulle nuvole" o di avere la "testa vuota" peggiora quando stai molto tempo al computer o guidi, situazioni classiche in cui il collo si affatica e manda segnali sfasati al cervello.

Fuoco del Programma di RiabilitazioneNon esiste una scheda di esercizi uguale per tutti. Dopo la visita e i test effettuati, prepareremo un programma di riabilitazione, costruito su misura per te.
Il programma darà particolare attenzione a tre specifici elementi:: 
1. Sguardo FermoEsercizi per allenare gli occhi³ a restare fissi su un punto anche se muovi la testa (fondamentale per non avere giramenti quando cammini).
2. Equilibrio Sicuro Piccole sfide di movimento per farti aiutarti a ritrovare fiducia nel salire le scale o camminare in luoghi affollati.
3. Abituare il Cervello Se certi movimenti ti danno fastidio⁴, li rifaremo in modo graduale finché il tuo cervello non smetterà di considerarli un "pericolo".

Come Puoi Accelerare la Tua GuarigioneIl lavoro che facciamo insieme nello studio di Taverne è solo una parte del percorso, il vero protagonista della tua guarigione sei tu. I grandi miglioramenti succedono infatti quando cominci a portare questi esercizi nella tua quotidianità.
Per questo ti daremo dei piccoli movimenti da fare a casa per i quali non ti serviranno ore di tempo né attrezzature complicate. Basteranno pochi minuti, ma fatti con precisione e, soprattutto, con costanza. 
La riabilitazione vestibolare (cioè la fisioterapia applicata ai giramenti di testa) funziona perché il nostro cervello è incredibilmente plastico: ha solo bisogno di essere "rieducato" a leggere correttamente i segnali che arrivano dagli occhi e dalle orecchie.
Quindi ciò che è estremamente importante nella riabilitazione è la costanza. Ogni volta che ripeti un esercizio a casa, rinforzi e solidifichi il messaggio che stai inviando al tuo sistema nervoso. 
In pratica, è come se rassicuri ogni volta il tuo cervello che è tutto ok, non c’è pericolo. È questa ripetizione che permette al cervello di "riprogrammare" l'equilibrio e smettere di farti sentire come se fossi costantemente in piedi su una barca a remi in mare aperto.
Che si tratti di fare la spesa in un supermercato affollato, guidare l'auto per andare al lavoro o goderti una domenica di sole facendo un'escursione sul Monte Generoso, l’obiettivo è aiutarti a sentirti di nuovo stabile e sicuro quando sei in piedi, cammini, ti muovi o fai le scale.
Non facciamo questi esercizi per il gusto di farli. Li facciamo perché vogliamo che tu torni a fare tutto quello che oggi ti fa paura. 
Quello che abbiamo riscontrato in tanti anni di lavoro è che i pazienti che seguono con impegno i consigli a casa tendono a risolvere il problema molto più velocemente⁵. La continuità è il fattore che fa davvero la differenza tra un miglioramento lento e una ripresa rapida.
Ricordati che, in ogni caso, non sei solo/a. Lavoriamo insieme. Noi ti forniamo gli strumenti e il percorso da seguire, ma è la tua costanza quotidiana che determinerà la qualità e la velocità dei tuoi tempi di recupero. 

-------------Fonti
1) A Speed-based Approach to Vestibular RehabilitationRobert Alan Roller, Courtney D Hall, PMC, 2018
2) Vestibular Rehabilitation for Peripheral Vestibular HypofunctionCourtney D Hall 1, Susan J Herdman, Journal of Neurology, 2016
3) Vestibular Rehabilitation for Unilateral Peripheral Vestibular DysfunctionMichelle N McDonnell, Susan L Hillier, Cochrane ENT Group, 2015
4) Le Disfunzioni Vestibolari: dalla Valutazione alla RiabilitazioneVanessa Simpson, Physio Network, 2026 ***NOT OK*** da aggiornare
5) Chronic Vertigo: Treat with Exercise, Not DrugsV A van Vugt, H E van der Horst, Rupert A Payne, O R Maarsingh, BMJ, 2017

5. Esercizi per le Vertigini e i Giramenti di Testa


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Arrivato fin qui, hai probabilmente capito una cosa importante: nelle vertigini non basta “aspettare che passi” e non basta nemmeno stare fermi per paura di peggiorare. In molti casi, il cervello ha bisogno di essere guidato passo dopo passo a ritrovare fiducia nei movimenti, nello sguardo e nell’equilibrio.
Gli esercizi che trovi in questo capitolo servono proprio a questo. Non sono una ginnastica generica, ma piccoli lavori mirati che aiutano il tuo sistema nervoso a leggere meglio i segnali che arrivano dagli occhi, dall’orecchio interno e dal corpo.
In questo capitolo trovi tre gruppi di esercizi:
1. Esercizi Generali UtiliSono i più semplici e trasversali. Servono soprattutto quando il fastidio compare appena muovi la testa, ti alzi, ti chini o cambi posizione. Sono un buon punto di partenza per ricominciare ad abituare il cervello al movimento.
2. Esercizi Specifici per l’EquilibrioSono pensati per chi si sente instabile in piedi, tende a sbandare camminando o perde sicurezza al buio o sui terreni irregolari. Qui il lavoro si concentra di più sulla stabilità del corpo e sulla fiducia nell’appoggio.
3. Esercizi per la Vita di Tutti i GiorniSono gli esercizi più pratici, perché riprendono situazioni reali che spesso fanno paura o danno fastidio: guardare in alto, stare in mezzo alla folla, scendere le scale. L’obiettivo è tornare a gestire questi movimenti con più sicurezza e meno allarme.
Non tutti gli esercizi sono adatti a ogni persona nello stesso modo, ma esistono movimenti semplici che, se eseguiti bene e con regolarità, possono già dare un aiuto concreto. L’obiettivo non è “fare fatica”, ma insegnare gradualmente al cervello che quei movimenti non sono un pericolo e che il tuo equilibrio può tornare a funzionare meglio.


1. Esercizi Generali Utili
Questi sono gli esercizi più semplici e più trasversali. Ti aiutano soprattutto quando il problema compare appena muovi la testa, ti alzi, ti chini o cambi posizione. In pratica, servono a ricominciare dalle basi: coordinare meglio occhi e testa e insegnare al corpo a tollerare di nuovo i piccoli movimenti senza andare in confusione.

Magari non sei ancora andato dal dottore e non sai con precisione che cosa ti sta succedendo. In attesa di una valutazione, questi esercizi possono essere un primo passo utile e prudente.

1.1 Muovi la Testa – Guarda il Pollice (destra/sinistra)
Obiettivo: Questo esercizio serve quando dici: “Appena muovo la testa mi sembra che tutto si sposti o balli”. Qui insegniamo agli occhi a restare fermi su un punto anche se la testa si muove. In pratica, alleni il cervello a non farsi confondere dal movimento.
Come fare:● Siediti su una sedia stabile.● Tieni il braccio disteso davanti a te con il pollice alzato.● Guarda solo l’unghia del pollice.● Ora muovi la testa lentamente a destra e sinistra.● Il pollice deve restare sempre nitido, non doppio.
Durata: 30 secondi
Serie: 3
Recupero: 30 secondi
Segnale che funziona: il pollice diventa più stabile.
Miglioramenti attesi: 2–4 settimane.

Fonte scientifica:
Vestibular Rehabilitation
S L Whitney, Journal of Neurologic Physical Therapy, 2021



1.2 Muovi la Testa – Guarda il Pollice (su/giù)
Obiettivo: Serve per chi ha fastidio quando si abbassa, si alza dal letto o guarda in alto.Alleni gli occhi a restare fermi anche quando la testa si muove su e giù.
Come fare:● Siediti comodo.● Pollice davanti al viso.● Fissa l’unghia.● Muovi la testa su e giù lentamente.● Continua senza stringere i denti o irrigidirti.
Durata: 30 secondiSerie: 3Recupero: 30 secondiSegnale che funziona: meno nausea nei movimenti verticali.Tempo: 2–4 settimane.
Fonte scientifica:Vestibular Rehabilitation for Peripheral Vestibular Hypofunction...C D Hall, Journal of Neurologic Physical Therapy, 2022



1.3 Alzati e Siediti Lentamente
*Obiettivo: Se ti gira la testa quando ti alzi, questo esercizio è fondamentale. Alleni il corpo ad adattarsi al cambio di posizione senza andare in confusione.
Come fare:● Siediti su una sedia stabile.● Piedi ben appoggiati a terra.● Alzati lentamente senza usare le mani.● Resta in piedi 5 secondi.● Siediti piano, senza lasciarti cadere.
Ripetizioni: 10Serie: 3Recupero: 1 minutoSegnale positivo: meno senso di “testa leggera”.Tempo: 2–3 settimane.
Fonte scientifica: The Effect of Vestibular Rehabilitation on Anxiety and Fear of Falling M Pavlou, Journal of Neurologic Physical Therapy, 2011


1.4 Muovi la Testa e il Pollice
*Obiettivo: Serve a migliorare la stabilità della visione durante le attività dinamiche, come camminare in mezzo alla folla o fare sport, allenando il cervello a coordinare i movimenti degli occhi mentre sia la testa che il bersaglio si muovono contemporaneamente.
Come fare:● Siediti o resta in piedi in posizione eretta.● Tieni il braccio teso davanti a te con il pollice alzato all’altezza degli occhi.● Fissa l’unghia del pollice e mantienila sempre a fuoco.● Inizia girando la testa a destra e, contemporaneamente, muovi il pollice verso sinistra.● Poi inverti: testa a sinistra e pollice a destra.● I movimenti devono essere ritmici e in direzioni opposte, come se fossero collegati da un perno invisibile.Nota: può essere eseguito anche in senso verticale (testa su, pollice giù).
Durata: 30 secondiSerie: 3Recupero: 30–60 secondi (attendi che l’eventuale vertigine svanisca completamente)Velocità: aumenta gradualmente la velocità finché l’immagine del pollice inizia quasi a sfuocarsi, quindi rallenta leggermente per mantenerla nitida.Tempo: 2–4 settimane per notare un adattamento stabile.
Fonte scientifica:Vestibular Rehabilitation Therapy: Review of Indications... and Key Exercises B I Han, Journal of Clinical Neurology, 2011

 


2. Esercizi Specifici per l’Equilibrio
Questi esercizi entrano più nel cuore della stabilità posturale. Servono quando ti senti insicuro in piedi, quando hai la sensazione di sbandare camminando o quando al buio e sui terreni irregolari perdi sicurezza. Qui il lavoro consiste nel far usare meglio al cervello le informazioni che arrivano dai piedi, dal collo e dall’orecchio interno, senza dipendere troppo solo dalla vista.
Prima di iniziare, però, una regola conta più di tutte: la sicurezza.Esegui gli esercizi in un angolo della stanza: avrai pareti su due lati pronte a sostenerti senza doverle toccare continuamente.
Indossa scarpe chiuse e piatte: evita ciabatte o calze scivolose per avere la massima percezione del suolo.


2.1 Equilibrio a Piedi Uniti (Base e Avanzato)
Obiettivo: Migliorare la stabilità posturale riducendo le informazioni visive e aggiungendo una sfida vestibolare, cioè il movimento della testa.
Come fare:● Esercizio Base: stai in piedi con i piedi uniti (i malleoli si toccano). Resta in posizione aprendo e chiudendo gli occhi ogni 5 secondi.● Step Successivo: mantieni i piedi uniti e gli occhi chiusi. Inizia a ruotare la testa lentamente a destra e a sinistra.
Durata: 30–60 secondiSerie: 3Recupero: 30 secondi
Fonte scientifica:Vestibular Rehabilitation for Unilateral Peripheral Vestibular Dysfunction S L Hillier, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2011




2.2 Posizione in Tandem (Base e Avanzato)
Obiettivo: Allenare l’equilibrio su una base d’appoggio stretta, simulando la fase centrale del cammino.
Come fare:● Esercizio Base: posiziona i piedi “in tandem” (il tallone di un piede tocca la punta dell’altro, come se fossi su una fune). Mantieni l’equilibrio.● Step Successivo: mentre sei in tandem, tieni un oggetto in mano (es. una pallina o un telecomando). Passalo lentamente da una mano all’altra, seguendolo con lo sguardo e con la testa.
Ripetizioni: 10 passaggi dell’oggetto (o 30 secondi)Serie: 3 (alternando il piede che sta davanti)Recupero: 30 secondi
Fonte scientifica:Vestibular Rehabilitation for Peripheral Vestibular Hypofunction C D Hall, Journal of Neurologic Physical Therapy, 2022




2.3 Appoggio Monopodalico (Base e Avanzato)
Obiettivo: Rinforzare la stabilità di ogni singola gamba e la risposta del corpo alle superfici irregolari.
Come fare:● Esercizio Base: stai in piedi su una sola gamba. Mantieni il busto dritto e non appoggiarti.● Step Successivo: esegui lo stesso esercizio posizionandoti su una superficie instabile (un cuscino, un tappetino da yoga ripiegato o una pedana propriocettiva).
Durata: 20–30 secondi per gambaSerie: 3 per latoRecupero: 30 secondi
Fonte scientifica: Vestibular Rehabilitation for Unilateral Peripheral Vestibular DysfunctionM N McDonnell, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2015





3. Esercizi per la Vita di Tutti i Giorni
Questa è la parte più pratica di tutte. Molte persone non stanno male “sempre”, ma in situazioni precise: guardare in alto, fare la spesa, stare in mezzo alla folla, scendere le scale. 
Questi esercizi servono a riportare il lavoro nella vita reale, cioè proprio nei movimenti e nei contesti che spesso fanno nascere paura, fastidio o senso di instabilità.
L’obiettivo non è evitare queste situazioni per sempre, ma riabituare gradualmente il sistema nervoso a viverle senza allarme e senza sbandamento.


3.1 Guardare in Alto Senza Perdere l’Equilibrio
Obiettivo: Eliminare il senso di caduta all’indietro quando si estende il collo, per esempio quando devi prendere un barattolo da uno scaffale alto.
Come fare:● Esercizio Base: siediti su una sedia. Metti un oggetto (es. una bottiglietta d’acqua) tra i piedi. Piegati in avanti, prendilo e sollevalo sopra la testa il più possibile, seguendolo sempre con lo sguardo.● Step Successivo: mentre porti l’oggetto verso l’alto, alzati contemporaneamente in piedi dalla sedia in un unico movimento fluido.
Ripetizioni: 10 volteSerie: 3
Fonte scientifica:Vestibular Rehabilitation: a Systematic Review of Current Evidence M J Cowand, Archives of Physical Medicine and Rehabilitation, 1998




3.2 Gestire la Folla e gli Ambienti in Movimento
Obiettivo: Ridurre il fastidio in ambienti visivamente “caotici”, come supermercati, stazioni o traffico.
Come fare:● Esercizio Base: mettiti davanti alla TV mentre trasmette immagini veloci o colorate. Tieni un pollice o una matita davanti al viso e fissa un punto preciso sull’oggetto, ignorando il movimento sullo sfondo.● Step Successivo: cammina lungo un corridoio ruotando attivamente la testa a destra e sinistra, cercando di identificare oggetti specifici sulle pareti senza fermarti.
Durata: 1–2 minutiSerie: 3
Fonte scientifica:The Influence of Visual Vertigo & Dizziness on Postural Control... M Pavlou, Laryngoscope, 2006




3.3 Scendere le Scale con Sicurezza
Obiettivo: Coordinare la vista e l’equilibrio durante il dislivello verticale, riducendo la paura di cadere.
Come fare:● Esercizio Base: sali solo 2 o 3 gradini. Scendi lentamente mantenendo lo sguardo fisso sulla fine della scala (l’ultimo gradino o il pavimento). Usa il corrimano solo come leggera guida, non per sostenere tutto il peso.● Step Successivo: aumenta gradualmente il numero di gradini e prova a guardare dritto davanti a te, non i piedi, mentre scendi.
Ripetizioni: 5 disceseSerie: 3
Fonte scientifica:Vestibular Rehabilitation for Peripheral Vestibular Hypofunction: An Update C D Hall, Journal of Neurologic Physical Therapy, 2016



La cosa più importante da ricordare è questa: questi esercizi funzionano se vengono fatti con calma, precisione e continuità. Non serve forzare, non serve andare veloce e non serve “resistere a tutti i costi”. Serve invece dare al cervello stimoli chiari, ripetuti e tollerabili, in modo che possa ri-abituarsi gradualmente al movimento.
Durante gli esercizi può comparire un lieve aumento dei sintomi per qualche secondo: in molti casi è normale. 
Quello che non deve succedere è che il fastidio diventi troppo intenso, duri a lungo o ti lasci molto peggiorato dopo. In quel caso bisogna rallentare, semplificare l’esercizio oppure fermarsi e parlarne con il professionista che ti segue.
Il consiglio pratico è di inserire questi esercizi nella tua giornata come una piccola routine: pochi minuti, ma fatti bene. Meglio poco e spesso che tanto una volta sola. E se ti accorgi che eviti certi movimenti per paura, sappi che è proprio lì che spesso va ricostruita la fiducia: un passo alla volta, con gli esercizi giusti, si può tornare a muoversi con più sicurezza e meno paura.


6. Storie Vere di Chi Ci è Già Passato

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Quando si soffre di giramenti di testa o sensazione di sbandamento, spesso si pensa di essere un caso raro o difficile da capire. In realtà, situazioni simili sono molto più comuni di quanto sembri.
Ho scelto di raccontarti tre casi reali incontrati in studio perché possano aiutarti a riconoscere meglio ciò che stai vivendo e a capire una cosa importante: dietro la parola “vertigine” possono esserci cause diverse, e quindi soluzioni diverse.
Vediamole insieme.


1) Marco – Il Mondo Girava Quando Si Girava nel Letto

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Marco, 45 anni, arriva in studio con una paura precisa. Mi racconta che ogni volta che si gira sul fianco destro nel letto, oppure quando si piega per prendere qualcosa in basso, sente il mondo girare all’improvviso per alcuni secondi. La crisi dura poco, ma è intensa. E soprattutto spaventa.

Dopo la valutazione emerge una situazione molto frequente: vertigine posizionale parossistica benigna. In parole semplici, piccoli cristalli presenti nell’orecchio interno si sono spostati dove non dovrebbero stare e mandano segnali confusi al cervello quando cambia posizione della testa.

Abbiamo quindi eseguito una manovra specifica, fatta con movimenti precisi e guidati, per riportare questi cristalli nella loro sede naturale.

Durante il trattamento Marco ha sentito per pochi istanti la vertigine ricomparire: segno normale che il sistema stava reagendo.

Al termine della seduta il disturbo era già drasticamente ridotto. Nei giorni successivi il problema è scomparso del tutto.

A volte basta individuare bene la causa giusta per cambiare tutto.



2) Giulia – Dopo l’Influenza Si Sentiva Sempre Instabile

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Giulia ha 30 anni. Dopo una forte influenza ha passato giorni molto duri: nausea, vomito e vertigine continua. La fase acuta è passata, ma qualcosa non era tornato normale.Quando camminava si sentiva instabile. Se muoveva la testa velocemente, la vista sembrava perdere il fuoco. 
Mi disse una frase molto chiara: “Mi sento come se fossi sempre un po’ ubriaca.”In questo caso il problema non era meccanico, ma legato a una temporanea sofferenza del sistema vestibolare, cioè la parte dell’equilibrio collegata all’orecchio interno.
Abbiamo iniziato un percorso di riabilitazione vestibolare: esercizi semplici ma precisi per insegnare al cervello a riorganizzare i segnali dell’equilibrio. Movimenti degli occhi, movimenti della testa, cammino controllato, lavoro progressivo sulla stabilità.
Con costanza e pazienza, nel giro di alcune settimane Giulia ha ritrovato sicurezza nei movimenti.
L’instabilità è sparita e ha ripreso la sua vita normale. Il cervello, se guidato bene, sa adattarsi molto più di quanto immaginiamo.


3) Roberto – Testa Pesante e Sbandamento al Computer

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Roberto, 52 anni, non descriveva la classica vertigine con la stanza che gira.Il suo problema era diverso. Mi parlava di testa pesante, senso di sbandamento, stanchezza mentale e difficoltà a stare al computer o guidare a lungo.
Più tempo passava seduto, peggio stava. Dalla valutazione emergeva una forte rigidità cervicale, tensione muscolare cronica e scarso movimento del collo.
In molti casi il collo partecipa all’equilibrio più di quanto si pensi. Se manda informazioni confuse al cervello, può comparire una sensazione costante di instabilità.
Abbiamo quindi lavorato su tre fronti:a) trattamento manuale cervicaleb) recupero mobilità del colloc) esercizi posturali e di controllo del capo
Già dopo le prime sedute Roberto riferiva una testa più leggera e meno sbandamento.Nel tempo ha ripreso a lavorare al computer senza quel fastidio continuo che lo accompagnava da mesi.
Non tutte le vertigini partono dall’orecchio. Alcune iniziano molto più vicino: dal collo.


Cosa Hanno in Comune Queste Tre StorieLe cause erano diverse. I sintomi anche. Ma tutte e tre queste persone avevano in comune la stessa cosa: pensavano di dover convivere con il problema.
Spesso si aspetta troppo. Si spera passi da solo. Ci si abitua a stare peggio.
Il mio consiglio è semplice: se il disturbo continua, torna spesso o limita la tua vita quotidiana, vale la pena capire da dove nasce davvero.
Perché quando si trova la causa giusta, molto spesso si trova anche la strada per stare meglio.


7. Domande Frequenti

Tutto quello che avresti voluto chiedere in studio, ma che non hai fatto in tempo a domandare.

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In questo capitolo ho raccolto i dubbi che i pazienti ci pongono più spesso. Trovare le risposte giuste ti aiuterà a vivere il percorso di guarigione con più serenità e meno stress. Qui trovi le risposte divise per aree, basate sui dubbi reali che affrontiamo ogni giorno in studio.

1. Dubbi sulla "Meccanica" (Otoliti e Manovre)Focus: Vertigine Posizionale (VPPB) Vertigine dei sassolini fuori posto
Se faccio la manovra e sto male, significa che è andata male?Se sto male mentre il terapista mi muove la testa (manovra liberatoria), significa che il trattamento sta fallendo?" No, al contrario! Sentire la vertigine durante la manovra è spesso il segnale che gli otoliti si stanno muovendo verso l'uscita del canale. È un "malessere liberatorio".
Dopo la manovra, posso dormire normalmente?Per le prime 24-48 ore consigliamo di dormire con due cuscini (testa sollevata a circa 45°) e di evitare di dormire sul lato che ha causato la vertigine. Questo serve a evitare che i cristalli, appena riposizionati, tornino nel posto sbagliato prima di stabilizzarsi.
Gli otoliti possono tornare? E se succede, cosa devo fare?Sì, la recidiva è possibile (succede in circa il 15-20% dei casi). Se senti di nuovo quella strana sensazione al mattino, non aspettare mesi: una singola manovra di controllo spesso risolve il problema sul nascere.


2. Dubbi sulla Vita Quotidiana (Autonomia e Sicurezza)Focus: Gestione dei rischi e attività
Cosa faccio se mi viene una crisi mentre sono fuori casa?Cerca subito un punto d'appoggio o siediti a terra. Fissa un punto fermo davanti a te (non chiudere gli occhi, potrebbe peggiorare la sensazione di caduta). Respira profondamente: la crisi posizionale la crisi acuta di vertigini dura meno di un minuto, quella acuta passerà gradualmente.
Posso andare dal parrucchiere o dal dentista?Fai attenzione. La posizione con la testa molto indietro (lavatesta o poltrona del dentista) è una delle più critiche per chi soffre di otoliti. Avvisa sempre il professionista: spesso basta tenere la testa un po' meno inclinata per evitare la crisi.
Guardare lo smartphone o il PC peggiora la situazione?Se soffri di instabilità visiva, sì. Il movimento rapido delle immagini (lo scrolling) può affaticare il cervello. Cerca di limitare l'uso nelle fasi acute o fai pause frequenti fissando un punto lontano fuori dalla finestra.


3. Dubbi sulla Riabilitazione (Tempi e Metodi)Focus: Il percorso di recupero
Gli esercizi mi fanno venire la nausea. Devo fermarmi?La regola d'oro è: lavora sui tuoi limiti. Un po' di fastidio è necessario per "allenare" il cervello, ma se la nausea diventa insopportabile, fermati, riposa e riprendi con un'intensità minore. Il cervello non impara se è in stato di shock.
Perché alcuni giorni sto benissimo e altri mi sembra di essere tornato indietro?Il recupero vestibolare non è una linea retta, ma una scala. Ci sono giorni di "plateau" o piccoli passi indietro legati a stanchezza, stress o anche solo a un cambiamento del tempo. Non scoraggiarti: guarda il progresso nel lungo periodo.
È vero che camminare aiuta? Anche se barcollo?Sì! Camminare è uno dei migliori esercizi di riabilitazione. Se non ti senti sicuro, usa un bastone o fatti accompagnare, ma non chiuderti in casa. Il movimento comunica al cervello che il corpo è attivo e deve trovare un nuovo equilibrio.


4. Dubbi su Salute Generale e BenessereFocus: Fattori esterni
C'entra qualcosa la cervicale?Spesso sì. Il collo e l'orecchio parlano costantemente tra loro. Se il collo è rigido, "passa" informazioni sbagliate al cervello. Spesso trattare la cervicale aiuta a pulire il segnale di equilibrio e riduce quel senso di "testa confusa". Spesso, curare il collo aiuta a cancellare gli sbandamenti e toglie quella sensazione di avere la testa pesante
Il meteo influenza le vertigini?Molti pazienti riferiscono peggioramenti con i cambi di pressione atmosferica. Anche se non c'è una causa meccanica diretta, la variazione di pressione può influenzare i fluidi dell'orecchio interno in persone particolarmente sensibili.


5. Il Mio Consiglio 
“Cosa posso fare subito per aiutarmi?”Smetti di muoverti "a blocco" (muovere busto e testa insieme per paura). Inizia a muovere gli occhi e la testa in modo fluido. La rigidità è la peggior nemica della guarigione: più ti muovi con naturalezza, più il tuo cervello imparerà a gestire i segnali.



8. Consigli e Raccomandazioni

Ciò che suggerisco ai miei pazienti sulla base della mia esperienza diretta sul campo

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Nel mio lavoro in studio, incontro spesso persone che arrivano spaventate e sfinite da un senso di sbandamento, da una stanza che gira all'improvviso o da quella costante sensazione di camminare sulle uova. 
A volte sì pensa che sia solo stanchezza, altre volte ci si chiude in casa sperando che passi. Eppure, il corpo difficilmente ci parla a caso.
Quello che ho imparato in questi anni è che la vertigine o l'instabilità non sono solo problemi isolati dell'orecchio: sono spesso il segnale di un equilibrio più ampio da ritrovare. Non si tratta solo di “fare una manovra” o un esercizio, ma di capire la persona, le sue paure, i suoi movimenti quotidiani, il suo modo di reagire allo stress e di muoversi nello spazio.
Ecco cosa consiglio sempre
a) Ascolta il tuo corpo, anche quando esita. Quella leggera sensazione di sbandamento o la testa confusa a fine giornata possono essere solo un sussurro iniziale. Intervenire presto evita che il problema diventi cronico e ti restituisce subito la tua autonomia.
b) Non sottovalutare l'ansia e la paura. La vertigine spaventa, ed è normale. Ma la paura blocca il collo e irrigidisce il corpo, rallentando la guarigione. Lavorare sulla fiducia e sul rilassamento non è un “di più”: è parte integrante della riabilitazione.
c) Ogni percorso è unico. Il sistema dell'equilibrio è finissimo e personale. Non esistono protocolli validi per tutti, ma percorsi personalizzati basati su empatia, ascolto e su una precisa valutazione clinica per capire se il problema nasce dai "sassolini", dal nervo o dal collo.
d) Nel caso in cui le vertigini o gli sbandamenti persistano nel tempo e non migliorino con i primi accorgimenti, il mio umile suggerimento è quello di affrontare queste problematiche con la guida di un professionista.
Chiedi, fatti spiegare, informati, ma non aspettare che “passi” da solo privandoti della tua libertà di muoverti. Se senti che la terra sotto i piedi non è stabile, sappi che è un buon momento per fermarti, ritrovare il tuo centro e prenderti cura di te.
Davide Tieppo




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    Davide TieppoFisioterapista Osteopata
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Terminata la formazione in Fisioterapia e in Osteopatia ha frequentato una formazione specialistica in Osteopatia Pediatrica.
Nel suo approccio terapeutico cerca sempre di scegliere il meglio tra le tecniche apprese nella formazione di Osteopata e di Fisioterapista, valutando, di volta in volta, di cosa ha bisogno la persona che gli ha affidato la sua salute.⁣⁣⁣⁣⁣⁣In particolare, l’Osteopatia Pediatrica, le problematiche posturali e della colonna vertebrale, sono i campi di applicazione di suo maggior interesse e per i quali ha una formazione più ampia e approfondita. ⁣⁣⁣
Ad oggi ha oltre 15 anni di esperienza professionale mantenendo sempre lo stesso obiettivo: fornire ai suoi pazienti l’attenzione e la cura che meritano per aiutarli a ritrovare il loro stato di forma ottimale.
Per saperne di più visita la scheda informativa di Davide Tieppo

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    Chiara BorsaniFisioterapista Specializzata in Riabilitazione Vestibolare
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Laureata in Fisioterapia col massimo dei voti nel 1996 presso l’Università dell'Insubria di Varese.
Ha iniziato la sua attività con uno stage professionale presso la A.C.Milan per poi passare al Giorgio Puricelli Rehabilitation Center dove per parecchi anni ha avuto la possibilità di crescere in esperienza e capacità di gestione. Dal 2004 ha iniziato a collaborare con lo Studio Ortopedico del Dr. Angi, stimato ortopedico traumatologo in qualità di responsabile dello staff riabilitativo. Nel 2016 ha aperto il suo studio professionale a Gallarate.
Dal 2021 ha ritrovato il suo amico e collega Davide Tieppo e dopo aver ottenuto il riconoscimento del titolo professionale dalla Croce Rossa Svizzera ha deciso di collaborare mettendo a disposizione dei pazienti dello Studio Fisioterapia Osteopatia Taverne la sua esperienza.
Per saperne di più su visita la scheda informativa di Chiara Borsani

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